L’UOMO DEL GOL AL GRANDE CAGLIARI DI  RIVA


Tanino Troja, segnò un gol memorabile al Cagliari di Riva

L’uomo del gol al Cagliari di Gigi Riva. Questo è soprattutto Tanino Troja, palermitano del quartiere Resuttana, nonostante i tanti gol segnati con la maglia rosanero. Per tutti è ancora il centravanti di quel gol storico al Cagliari che si laureerà quell’anno (‘69/’70) campione d’Italia. Il Palermo invece retrocederà mestamente, ma tutti si ricorderanno di quella storica impresa. «Cross di Pellizzaro e colpo di testa in tuffo in un campo ridotto a pozzanghera per la pioggia. Come posso dimenticarlo – dice Troja -. Anche volendo non potrei, la gente mi ferma in strada e mi ricorda ancora quel gran gol» Tanino non è solo questo, ma è anche il gol all’esordio in rosanero alla Favorita, ancora giovane proveniente dal Paternò, e in gol anche la domenica successiva a Parma.

Troja quindi profeta in patria. Lontano da Palermo non ha brillato come in Sicilia. E’ stato prima ceduto al Brescia, nel ‘66/’67, per ragioni di bilancio, dopo le prime due stagioni al Palermo. Ma è tornato, nel ‘69/’70. Infine, è andato ancora via da Palermo a fine carriera, a Napoli. Ma ha giocato pochissimo e lì è finita la sua avventura da giocatore. Troja è ricordato anche per il suo fisico possente, che a volte debordava eccessivamente.  «Troja mangia le arancine e le “stigghiole”»(supplì di riso e carne o formaggio le prime, interiora di agnello le seconde), dicevano. Lui smentisce.

Ma una volta il tecnico De Grandi fu costretto a metterlo a dieta controllandolo personalmente. Appese le scarpe al chiodo, si è dedicato al calcio a 5 quando questa specialità non era ancora così diffusa, portando una squadra palermitana alle finali scudetto. Lasciato il «calcetto», è tornato al vecchio amore, il Palermo che gli ha affidato il ruolo di osservatore.