ATTACCANTI
( Tutte le foto sono di Tullio Puglia )

EMILIO BELMONTE
28 anni - Attaccante. VOTO 6

Belmonte l'uruguagio all'esordio di Castel di Sangro

Acquistato in estate all'ultimo giorno del mercato, appariva come la punta di diamante della squadra, l'uomo del gol che doveva coronare la manovra del grande complesso allestito dalla nuova società. In carriera, in verità, l'uruguyano solo in una stagione aveva segnato tanto. All'inizio gioca titolare, poi comincia l'alternanza con Elia che alla fine gli verrà preferito. Classica punta d'area di rigore, lento e tecnico, ha dato un grande contributo nella prima parte della stagione sbloccando la situazione contro Giulianova e Benevento; contro i campani procura il rigore del 2-0, a Pesaro serve l'assist-vittoria a Maggiolini. Un suo gol permette di battere l'Atletico Catania al "Cibali", la settimana prima aveva segnato contro la Torres prima dell'"eurogol" di Chechi, che difficilmente ripeterà un tiro simile, la settimana dopo lancia La Grotteria a rete per superare la Fermana. Niente male, insomma. Ma dal 26 novembre, data del gol all'Atletico, "chiude" con la porta avversaria. Da allora non segna più. E fa da comparsa, lasciando sempre più spazio a Elia, all'acquisto di gennaio Palumbo e a La Grotteria. Segna spesso in Coppa Italia, straordinaria per tecnica la rete della vittoria a Campobasso. A chi gli fa notare la scarsa vena realizzativa, risponde: "Se non gioco non posso segnare". Non ha torto. Ma il posto da titolare l'ha perso perché non ha brillato. 25 presenze; 1592 minuti giocati; 4 gol (più 4 in Coppa Italia); 2 assist; 1 rigore a favore procurato; 12 sostituzioni avute; 8 sostituzioni fatte; 3 cartellini gialli; 1 cartellino rosso.

FIRMINO ELIA
27 anni - centravanti - VOTO 7

Tutta la grinta dello "scugnizzo" contro il Giulianova

Lo "scugnizzo" napoletano alla fine è diventato il centravanti del Palermo. Avrebbe dovuto fare panchina a tutti: Belmonte, La Grotteria poi Palumbo. Alla fine, se stava bene, giocava lui. Con 11 gol (3 su rigore) è il vice-bomber dei rosanero, alle spalle del "mostruoso" capitano Cappioli. Non ha mai messo piede in B, ma in C non sfigura affatto. Tecnicamente non eccelso ma ha segnato un gol incredibile da 35 metri in pallonetto al Savoia. Roba che solo Maradona. Un altro bel gol al volo l'ha segnato a Giulianova. Quando Cappioli non è andato sul dischetto, con la Nocerina, due giornate dopo l'errore col Messina, il rigore della vittoria l'ha segnato lui. A tre giornate dal termine, in casa con l'Andria, con lo spettro sempre più presente della rimonta messinese, ha tirato (appena entrato) e segnato il penalty dell'1-1. Ha ringraziato Giampietro, che l'ha aiutato nei momenti di difficoltà tirandolo su, ha polemizzato con Sonzogni perché giocava poco. Fantastico contro la Vis Pesaro con la doppietta che stende i marchigiani, strepitoso contro il Catania quando segna due gol pur giocando solo uno spezzone di ripresa, ottimo ad Ascoli (gol e assist). Amato dai tifosi per la grande generosità, ha sbagliato palle-gol piuttosto semplici ("per me i gol impossibili sono quelli più facili" ha detto). Con la Torres alla "Favorita" ha fallito tutto ciò che poteva davanti alla porta. S'è un po' perso nel finale, come gli altri attaccanti. Da tenere anche in B, può entrare a partita iniziata e creare scompiglio. 30 presenze; 1608 minuti giocati; 11 gol; 1 assist; 13 sostituzioni avute; 10 sostituzioni fatte; gol; 1 assist; 1 cartellini giallo.

DIEGO GASTON HERRERA
22 anni – attaccante – SENZA VOTO

Diego Gaston Herrera

Meriterebbe 10 per la pazienza. Una stagione incredibile la sua. E’ arrivato al Palermo in estate. In ritiro assieme ad altri due argentini, con qualche partita alle spalle nel campionato spagnolo, è stato l’unico dei tre a farsi tesserare convincendo Sonzogni grazie al grande temperamento. Buone partite nel pre-campionato, un palo nei minuti finali contro il Napoli, nella "prima" alla Favorita. Poi, il nulla. Un calvario, un’agonia che ne avrà temprato ancor di più le doti da lottatore. Un lungo, estenuante, cammino prima di poter ufficializzare il tesseramento. Sonzogni premeva perché disponeva di soli tre attaccanti, ma lui non poteva essere schierato a causa del mancato tesseramento. Mai ufficialmente la società ha spiegato il perché dell’enorme ritardo: probabilmente un contenzioso economico tra il Palermo e gli organi calcistici europei legati alla vecchia proprietà rosanero. Quando tutto questo è stato risolto, è scoppiata la "grana-passaporti" in serie A e allora la società ha voluto veder chiaro nel passato del calciatore che giocava da comunitario. E ancora attesa per lui che si allenava in settimana ma non poteva essere convocato. E’ dovuto arrivare il padre dall’Argentina e portare con sé la documentazione necessaria. A gennaio la società ha acquistato la tanto richiesta quarta punta e per Herrera gli spazi si sono fatti stretti. Una volta ha perso la pazienza e il sabato dopo la rifinitura è andato via infuriato per non essere stato convocato. Non ce la faceva più. Finalmente infatti il suo tesseramento era avvenuto (da parte della Roma, ufficialmente) ma Sonzogni riteneva più utili altri. L’esordio, atteso 8 mesi, è arrivato a Sassari il 25 marzo 2001, al 12’ del secondo tempo col Palermo già sotto di 2-0. La seconda, e ultima, presenza, la domenica successiva contro l’Atletico Catania in casa: 7 minuti per tentare di sbloccare una partita inchiodata sullo 0-0. Difficilissimo far bene in queste condizioni. Un’esperienza, quella palermitana, indimenticabile per Herrera. 2 presenze; 36 minuti giocati; 2 sostituzioni fatte

CRISTIAN LA GROTTERIA
26 anni - attaccante - VOTO 5,5

"El Caballo" in dribbling a L'Aquila

La delusione maggiore della stagione, in proporzione all'attesa che si era creata al suo arrivo. Il suo acquisto (3 miliardi e mezzo) è il più caro della storia del Palermo), sembra che quando l'abbia saputo Sensi sia andato su tutte le furie poiché era stato tenuto all'oscuro della vicenda. Tra i migliori nell'Ancona nella passata stagione (l'allenatore Brini lo rimpiange ancora) qui a Palermo fa poco, molto poco. Nel pre-campionato è straordinario contro la Roma tanto da meritare gli elogi pure di Capello, salta le prime partite di campionato per una squalifica "pendente" dalla scorsa stagione. Quando entra fa subito una doppietta a Roma con la Lodigiani. Bene nella successiva contro il Benevento, benissimo nel derby col Catania in cui propizia il rigore dell'1-0 e segna il 2-0. Poi, comincia l'altalena: gioca bene a Catania contro l'Atletico favorendo il gol decisivo di Belmonte, nella gara dopo contro la Fermana segna il gol della vittoria, grazie a un tiro deviato. Resterà l'ultimo gol in campionato. Complessivamente il girone d'andata è soddisfacente, non così il ritorno dove inanella una serie di brutte partite specialmente alla fine. E' martoriato dagli avversari per la sua tendenza (a volte eccessiva) a tener palla, spesso deve giocare con infiltrazioni ma incide raramente come saprebbe. Qualcuno lo accusa di fare la "dolce vita", lui si difende: sono un professionista serio. In campo ha giocate da fuoriclasse assoluto, va via in dribbling come pochi in serie A ma è discontinuo, troppo. Non va d'accordo con Sonzogni che lo sostituisce regolarmente, forse gioca in una posizione sbagliata, troppo vicino alla porta, a lui infatti piace svariare. Sella lo intuisce e a Nocera lo fa giocare più indietro, lui si procura il rigore del momentaneo 0-1. Da rivedere in B, un torneo forse più adatto alle caratteristiche di giocatore "dai piedi buoni". 27 presenze; 1781 minuti giocati; 4 gol (più 1 in Coppa Italia); 2 assist; 2 rigori a favore procurati; 13 sostituzioni avute; 6 sostituzioni fatte; 5 cartellini gialli.

FABIO MARINO
20 anni - attaccante - SENZA VOTO

Marino, attimi di gloria

Una sola presenza, pochi minuti al posto di Bombardini alla fine di Palermo-Giulianova, alla 2ª giornata. Quando le punte rosanero sono solo tre, è lui la quarta scelta pur essendo un "Primavera" poi viene acquistato Palumbo ma, soprattutto, a novembre, si infortuna e resta tre mesi fuori. 1 presenza; 3 minuti giocati; 1 sostituzione fatta

VINCENZO PALUMBO
27 anni - attaccante - VOTO 5

La "falcata" di Palumbo contro la Viterbese

Enorme delusione della stagione del Palermo. Sul piano caratteriale, anzitutto, poi su quello tecnico. Arrivato a Palermo al mercato di gennaio per rinforzare una squadra già forte che in quel momento, in particolare volava. Acquistato all'ultimo giorno del mercato di riparazione, è riuscito a strappare un contratto principesco e pluriennale. Raccomandato da Sonzogni, è venuto a Palermo accompagnato dalla fama di ottimo giocatore ma un po' incostante e dal carattere difficile. In Sicilia ha dimostrato solo la seconda caratteristica del suo repertorio. Bene alla prima contro la Viterbese, gioca dall'inizio e al 26' segna di testa su pennellata di Bombardini. Poi, propizia il rigore del 2-0. Si mostra gran combattente, forse tecnicamente non raffinatissimo, ma in possesso di un fisico da lottatore. Gioca bene anche a Catania nella seconda partita, specialmente nel primo tempo. La terza è il Savoia in casa, e qui comincia la parabola discendente: sbaglia una palla-gol abbastanza semplice e incide poco. La quarta gara è contro L'Aquila, sempre alla Favorita, Sostituito da Sonzogni a fine primo tempo. Va via da Palermo e non ritona alla ripresa degli allenamenti, di lui si perdono le tracce. Manca nella sfida di Sassari della domenica successiva e si fa vivo solo il mercoledì. Nove giorni in cui è stato inghiottito dal nulla. Quando torna dice che è stato dal fratello in Germania (Palumbo è nato nel paese tedesco) che ha avuto un grave incidente. La società non prende alcun provvedimento disciplinare, ma prima che si facesse vivo, ne aveva denunciato la scomparsa. Salta la partita contro l'Atletico Catania, gioca un tempo e mezzo a Fermo ma è solo nel 4-5-1 di Sonzogni e non può far molto, non va nemmeno in panchina a Messina, entra a partita in corso giocando 21 minuti poco brillanti contro l'Andria. A Nocera torna titolare, ma gioca malissimo. Sbaglia un controllo elementare all'inizio facendo sfumare una buona palla-gol e Sella lo sostituisce al 20' della ripresa. Sostituito a metà secondo tempo pure nell'ultima contro l'Ascoli, e anche lì non aveva fatto granché. Fisicamente appare in difficoltà, è certamente un buon giocatore ma a Palermo deve dimostrarlo. Dovrebbe averne tempo perché il suo è contratto è lungo. 8 presenze; 479 minuti giocati; 6 sostituzioni avute; 1 sostituzione fatta; 1 gol; 1 rigore a favore procurato.