SVENTOLA LA "BANDIERA" DEL PALERMO

SICIGNANO: «IN ROSA A VITA»

Vincenzo Sicignano

Foto di Tullio Puglia

Non era alla festa in discoteca, ma non ha voluto mancare all'appuntamento che aspettava da anni. Vicé Sicignano, forse il più "palermitano" di una squadra senza palermitani tra i protagonisti più importanti, ha passato 9 anni in questa città e in questa squadra. Più di 3000 giorni in rosanero, è ormai innamorato. Un colore che ha nel cuore. Ha vissuto la retrocessione in C-2 (poi cancellata a tavolino), la promozione svanita due anni fa ai play-off dopo essersi fatti rimontare un'infinità di punti dalla Fermana. Anche quest'anno si era illuso, che tutto fosse ormai alle spalle, che la promozione fosse acquisita.

Poi s'è svegliato, di soprassalto, ma c'era un incubo ad occupare la realtà. Otto punti di vantaggio svaniti in 5 partite, il Messina davanti all'ultima giornata e con la prospettiva di giocare contro un Avellino senza interessi di classifica. «Ho rivisto i fantasmi di due anni fa» dice ora a promozione raggiunta. Ma alla fine anche i tunnel più lunghi hanno un'uscita. In un attimo tutta la sfortuna s'è tramutata in fortuna e quell'incredibile rigore assegnato al Messina è stato sbagliato al 90' passato: «Non dimenticherò mai il boato della Favorita su quel rigore fallito, non sapevo cosa fosse accaduto, nessuno m'ha detto niente. Non riuscivo a capire nulla attraverso il mio uomo di fiducia in panchina Luca Aprile. Ho pensato ad un gol dell'Avellino, che era finita zero a zero. Negli spogliatoi ho saputo». In 30mila hanno urlato il suo nome di battaglia: "Vicè": «Mi sono commosso. Avrei voluti abbracciarli ad uno ad uno. Perciò dedico questo successo ai tifosi e alla città».

Sicignano con il terzo portiere Di Masi

Foto di Tullio Puglia

E a Palermo ha deciso di finire la carriera: «Voglio diventare la bandiera della squadra e battere tutti i record di presenze. Sono arrivato in maglia rosanero a 17 anni, ho vissuto qui la mia gioventù, ho imparato a conoscere questa gente. Amo Palermo e non potrei farne a meno. L'estate passata mi cercava il Napoli, sarei potuto andarmene e invece ho "giurato" fedeltà al Palermo. Voglio restare qui tutta la vita. Questa promozione mi ripaga di 9 anni di sacrifici, questa è la stagione più bella della mia carriera. Abbiamo sciupato 8 punti di vantaggio in modo banale, siamo diventati meno tranquilli».

«Pensavamo solo al Messina, allo scontro diretto. Intanto continuavamo a perdere punti e loro a recuperarli. Abbiamo avuto paura, eravamo "appiattiti"». La svolta, per Sicignano, è stato il cambio di tecnico. Niente di personale, tanto che dice: «Gran parte del merito va a Sonzogni, se oggi siamo in B. Lui però non è riuscito a "dare la scossa". C'è riuscito Sella, che è misurato, tranquillo, sereno e ci ha dato le giuste motivazioni. Se non avessimo vinto a Nocera, oggi parleremmo d'altro». Un ringraziamento particolare a proposito va dedicato a due vecchi amici: Ignoffo e Pisciotta, giocatori dell'Avellino che battendo il Messina hanno regalato la B ai rosanero: «Gli farei una statua, sono stati eccezionali. A Sansonetti invece darei un bacio, ma tutti i giocatori dell'Avellino si sono comportati da professionisti. Mi dispiace sinceramente per Vittorio Torino, il centravanti del Messina. Lui è una persona sensibile e gli dico di farsi coraggio. Non si abbatta per il rigore sbagliato, guardi avanti».


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